Come riconoscere una app di qualità

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Stai valutando di dotarti di una applicazione mobile per la tua azienda. Sin qui nulla di strano: molti dei tuoi concorrenti probabilmente già ce l’hanno, così come centinaia di migliaia di realtà nel mondo.

Per capire a chi rivolgerti per lo sviluppo della tua app, in genere ti muovi chiedendo riferimenti e consigli a colleghi e conoscenti, fai ricerche su Google e ti fai inviare preventivi. Anche qui tutto ok. Ma c’è una domanda che resta in sottofondo: “Come riconosco una app di qualità rispetto a una che non lo è? Posso essere sicuro che a un prezzo più elevato corrisponda un prodotto migliore?”.

Di sicuro il prezzo, di per sé, racconta poco o nulla della qualità di una applicazione mobile perché gli elementi da prendere in considerazione, oltre alla mera cifra, sono molteplici.

Vediamoli insieme per comprendere meglio come si riconosce un’app di qualità!

Design: bello da vedere, facile da usare

La cura del design è uno degli aspetti fondamentali a cui fare attenzione per rendersi conto dell’effettiva qualità di un’app.

Quando parliamo di design in riferimento a una applicazione mobile, stiamo parlando dell’interfaccia utente, ossia di ciò che gli utenti che utilizzano la tua app vedono, toccano e sperimentano sullo schermo del loro smartphone o del loro tablet. L’interfaccia utente, da un lato, determina la qualità della user experience e della app in toto e incide pure sul numero di download come pure, in ultima istanza, sul successo di una applicazione mobile, se così vogliamo definirlo.

Originale non coincide con complicato!

È verosimile che tu abbia già un’idea per la tua app. Ti immagini grossomodo come la vorresti e certamente ciò che ti preme maggiormente è che i tuoi utenti siano travolti dall’effetto WOW ogni volta che vi interagiscono. Insomma, vuoi un’applicazione mobile che sia diversa ed evidentemente tua, non la solita schermata che assomiglia a mille altre, giusto? Per raggiungere questo obiettivo, la strada è il design.

In merito a questo argomento, c’è un mito da sfatare subito. Ciò che è arzigogolato, coloratissimo e fuori dagli schemi non necessariamente è migliore rispetto a un design semplice e studiato nei dettagli. Anzi, eccedere in “fuochi d’artificio” potrebbe confondere l’utente ed è per questo che nell’accuratezza è sempre meglio giocare la carta della fruibilità. E il concetto di fruibilità si lega a doppio filo a quello di esperienza utente (in tecnichese si chiama UX, acronimo di  User Experience).

Inoltre, devi tenere conto che “semplice da usare” non coincide con “semplice da progettare”, tutt’altro. Quindi quando valuti il costo della tua app e la sua qualità, tieni conto che più semplice è il suo utilizzo per l’utente, più è giustificato un prezzo elevato.

L’esperienza utente è determinante per la qualità di un’app!

Tanto più l’interfaccia è bella da vedere, semplice da utilizzare e intuitiva, quanto più aumenterà il livello dell’esperienza utente. La qualità dell’interazione dei tuoi utenti con la app è fondamentale: se la loro esperienza non è al top, abbandoneranno la app e prima o poi la cancelleranno, mentre ciò che noi vogliamo è esattamente l’opposto.

Gli elementi di una buona esperienza utente

Per capire se l’esperienza utente sia ottimale e se, quindi, il design sia stato studiato nel migliore dei modi, possiamo valutare alcuni elementi.

  •      Usabilità: Gli utenti hanno poco tempo e sono sommersi di cose da fare. Non avrebbe senso dare loro un’app che richieda decine di arzigogolati ragionamenti per comprenderne il funzionamento, è molto meglio puntare sull’intuitività. Questo vale per ogni categoria di app, che sia un gioco, un applicazione business di uso interno, una app social o per le notizie, giusto per citare qualche esempio;
  •      Velocità di navigazione: Oltre a essere semplice, il funzionamento dell’app dev’essere rapido altrimenti rischiamo di spazientire gli utenti e, ancora una volta, di disincentivarli a utilizzare l’applicazione. Proviamo a pensare: stiamo compilando un form di contatto, per qualche ragione cambiamo schermata e quando torniamo al nostro form… i dati sono scomparsi. Ecco, con un’app di qualità questo non succede;
  •      Design specifico per iOS e Android: Android e iOS sono due piattaforme distinte. Se la nostra app viene distribuita su entrambe, va posta molta attenzione sul rispetto dei requisiti di ciascuna da parte dello sviluppatore (e del designer), per garantire un’esperienza utente ottimale. Il tasto back (fisico), per esempio, è disponibile per Android ma non per iOS, se non attraverso uno studio accurato e certosino del percorso di navigazione;
  •      Qualità della grafica: Si fa presto a dire grafica… Nella cura dell’interfaccia e dell’esperienza utente, la qualità di un’app è superiore quando i componenti sono stati studiati ad hoc per noi e sono esteticamente gradevoli, garanzia che non sempre i componenti di sistema danno;
  •      Cura dei dettagli: I dettagli, non è un segreto, fanno la differenza. Per capire la qualità di un’app, sono moltissime le “rifiniture” da guardare. Un esempio semplice? I suggerimenti legati ai campi da compilare: se mi viene suggerito qual è il dato da inserire, come per esempio la password – e soprattutto se questo suggerimento non sparisce da un momento all’altro come per magia – siamo già sulla strada buona per essere dinanzi a un buon prodotto.

Tutto nasce da un progetto impeccabile!

Per creare una applicazione mobile – analogamente a quanto si fa per un prodotto di qualsiasi categoria – si parte dalla progettazione, ossia da un progetto che definisca linee guida e obiettivi per arrivare al risultato finale desiderato nel migliore dei modi, nei tempi preventivati e senza sbandare.

Un’app di qualità e di successo si distingue perché alla sua base c’è un progetto studiato, organizzato e strutturato, in cui vengono delineati chiaramente i punti chiave da seguire. Vien da sé che una pianificazione a regola d’arte richiede un team strutturato e l’esperienza dei grandi, per questo un’applicazione di qualità costa di più di una sviluppata senza una strategia precisa.

Per comprendere se il progetto della nostra applicazione sia ben organizzato, possiamo confrontarci con la società che sviluppa l’app e parallelamente esaminare i preventivi che riceviamo: se un preventivo contiene già informazioni sufficienti per capire quale percorso verrà seguito e traccerà chiaramente le tappe per arrivare al risultato finale, allora stai partendo con il piede giusto.  

Lo sviluppo del software: roba da tecnici, chiave per la qualità!

Se la maggior parte di noi venisse coinvolta in un discorso sullo sviluppo di un software come una applicazione mobile, probabilmente sbufferemmo e concluderemmo la conversazione dicendo “Ma quella è roba da tecnici…”. Vero, ma quando si parla dello sviluppo della nostra app la questione cambia e inizia a interessarci da vicino. Nessuno dice che dovrai diventare un esperto di sviluppo software, del resto, come dicevamo, stiamo affrontando un aspetto prettamente tecnico. Potrai però confrontarti con lo sviluppatore per comprendere alcuni dettagli che fanno la differenza, per esempio potrai chiedere se siano stati seguiti degli standard o se sia stato riutilizzato a mo’ di copia e incolla il codice di altre applicazioni. Ancora, sarà interessante capire se la nostra app sia stata sviluppata da zero appositamente per me oppure se sia stato utilizzato un “banale” configuratore.

Di cosa parliamo quando parliamo di standard

Abbiamo detto che uno degli aspetti da tenere in considerazione per valutare la qualità di un’app è lo sviluppo del software secondo gli standard dettati da Google e da Apple. Ma cosa sono questi standard? Prima di tutto precisiamo che si tratta di un elemento vitale. Nel concreto, sono un insieme di best practice sviluppate, testate e migliorate nel corso degli anni e dei decenni dai professionisti del settore. In altre parole, sono il meglio.

Inoltre, fare riferimento a standard aiuta i componenti del team ad avere una migliore comunicazione tra loro e a organizzare in modo più semplice il flusso di lavoro, altro elemento che – seppur indirettamente – impatta sulla qualità finale dell’applicazione.

Insomma, gli standard sono regole. Per fare un paragone con la giurisprudenza, potremmo dire che sono leggi quadro, ossia norme che danno un confine di riferimento entro il quale muoversi senza blindare completamente la creatività e la “mano” degli sviluppatori.

App native: cosa sono e come incidono sulla qualità

Le app native sono quelle sviluppate nello specifico per una singola piattaforma (Android o iOS). Normalmente, quando si sviluppa un’app nativa, il progetto è maggiormente complesso, i costi si alzano e parallelamente aumentano i vantaggi.

Possiamo benissimo dire che un’app nativa è a tutti gli effetti un software (come Microsoft Word, come Autocad o come tanti altri software desktop) che funziona su uno smartphone anziché sul pc.

Anzitutto parliamo di un prodotto che ha tutti i canoni di livello enterprise – insomma, il meglio che possiamo chiedere – grazie agli accorgimenti che vengono presi in fase di sviluppo. Inoltre, sappiamo bene che di questi tempi la tecnologia cambia velocemente: potrebbe addirittura accadere che dal primo contatto per la creazione di un’app alla sua consegna sia già variato qualcosa di sostanziale, come un aggiornamento dei sistemi operativi. Ebbene, grazie allo sviluppo nativo, la nostra applicazione durerà di più perché non dovrà essere rivista o, peggio, riscritta da capo per essere supportata da aggiornamenti dei sistemi o dai nuovi smartphone e tablet che le aziende produttrici rilasciano a ritmi serratissimi.

Conclusione

Questi, in sintesi, sono gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione per comprendere se una app sia di qualità oppure no e, di conseguenza, se un prezzo elevato sia giustificato.

Naturalmente per avere la garanzia di un’app di qualità è bene affidarsi a un team di esperti, a un’agenzia riconosciuta che sappia spiegare e dimostrare in qualsiasi momento il tipo di lavoro effettuato e le ragioni di ogni scelta.

Rivolgersi al cugino di turno potrebbe sembrare conveniente lì per lì, ma alla lunga anche il cugino si paga. O, meglio: gli errori si pagano.

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